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Castello di Segonzano

La storia del Castello di Segonzano ebbe origine nella preistoria, ed in particolare nel neolitico, quando un gruppo di uomini primitivi fondò un villaggio su di un colle roccioso. Successivamente nell’età del bronzo fu eretta una piccola cittadina fortificata a protezione dei suoi cittadini.  A testimoniarlo alcuni ritrovamenti sul Dos Venticcia di Segonzano e sull’Oselera di Sevignano. Verso il 15 a.C. i romani modificarono la cittadina fortificata costruendo una torre di guardia fortificata (o avamposto) per aumentare la protezione della fortificazione. In epoca romana la fortificazione doveva proteggere i terreni circostanti appartenenti a Secondiano (Praedium Secundianum).

La prima vera testimonianza scritta la dobbiamo al Codex Vangianus: il quale nel 1216 riporta che il principato vescovile di Federico Vanga attribuisce il feudo a Rodolfo Scancio con la possibilità di costruirvi un castello. Nel 1288 dopo la conquista del Tirolo da parte del Regno di Sassonia, il Maniero passò ai Rottenburg sotto le pressioni di Mainardo II conte del Tirolo e poi Ottone I.

Dal 1390 al 1424 il feudo e il castello passarono di mano in mano dagli Asburgo al Principato Vescovile e viceversa, divenendo definitivamente nel 1500 proprietà del Sacro Romano Impero e di Federico IV d’Asburgo, amministrato dai Conti del Tirolo. Nel 1467 venne costruita una cappella dedicata a San Rocco per omaggiare la religione cattolica e ringraziare il principato Vescovile. Nel 1494-1495 Albrecht Durer fu ospite del castello amministrato dal capitano Georg von Ebenstein, e ne dipinse la sua maestosità in un dipinto. Lo stesso anno Massimiliano d’Asburgo. Nel 1495 Massimiliano d’Asburgo nominò un nuovo capitano del castello Paolo von Lichtenstein che poi cedette al figlio Cristofono Filippo von Lichtenstein. Nel 1535 Cristoforo fu costretto a vendere al capitano italiano Giovanni Battista a Prato, autorizzato dal Principe Vescovo Bernardo Clesio. Nel 1796 il tetto del castello venne gravemente danneggiato durante la battaglia di Segonzano sull’avanzata del giovane generale Napoleone Bonaparte. Landsturm, cittadini chiamati alle armi, e Schützen, corpo militare di difesa, riuscirono a respingere l’avanzata francese. Gli a Prato non risiedevano più a Segonzano, ma a Trento o Piazzo. Dalla battaglia non venne effettuata alcuna riparazione, quindi la fortezza cominciò ad andare in rovina; la sua progressiva degradazione è testimoniata da alcuni dipinti realizzati fra il 1830 e il 1845.Nel 1865, gli a Prato concessero ai contadini locali di utilizzare le pietre del castello, che vennero quindi destinate alle più diverse opere, dai muretti dei campi alla recinzione del cimitero di Piazzo.

Nel 2007 il castello è stato restaurato e punto di riferimento per alcune rievocazioni storiche.

Castello di Segonzano